ISTITUTO MAGISTRALE SALVATORE PIZZI - CAPUA (CE) - Classe 1° b

Cinquanta sfumature di... verde

Spegniamo i Fuochi della nostra Terra...


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La terra dei fuochi: un’area di roghi e di rifiuti, lottiamo per non spegnere i nostri sorrisi, siamo la terra del sole!
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LA TERRA DEI FUOCHI
Il cibo, in Campania, è cosa sacra. Terra Felix appunto, ideale per coltivare il grano, grazie ai fertili terreni vulcanici e all’abbondanza di acqua.
E poi cosa è successo? Le denunce dei comitati della Terra dei fuochi hanno cominciato a fare rumore.
Ma cos’è la Terra dei fuochi?
La Terra dei fuochi è quel territorio, compreso tra la provincia di Napoli e la provincia di Caserta, interessati da continui roghi tossici appiccati alle discariche abusive che proliferano in tutto il territorio.
Chi abita in quelle province, ormai, sa fin troppo bene di cosa si tratta; colonne di fumo nero all’orizzonte che, sospinte dal vento, in breve tempo riversano il loro carico di diossina e gas pericolosi su tutti i centri abitati del circondario.
Un fumo denso, soffocante, nauseante e ovviamente dannosissimo per la salute, impossibile da contenere pur restando letteralmente barricati in casa, inermi e sconfitti.
Uno dei problemi più gravi, riguarda sicuramente la possibilità che gli inquinanti presenti nell’area possano arrivare al terreno e quindi al cibo.
La tragedia rischia di assumere proporzioni enormi: per effetto dell’azione criminale di chi ha avvelenato alcune di queste terre, rischiamo di perdere quasi tutta l’agricoltura campana.
Le istituzioni hanno gli strumenti per determinare con assoluta certezza le produzioni contaminate e le zone di provenienza, così come è possibile identificare quelle che non presentano alcun rischio per le produzioni alimentari.
L’inquinamento da diossina dei terreni, infatti, è estremamente pericoloso anche perché, introduce sostanze tossiche nella catena alimentare degli animali da allevamento e può raggiungere anche l’uomo.
È necessario garantire la sicurezza alimentare dei consumatori senza compromettere la sopravvivenza economica dei tanti produttori agricoli esenti da ogni contaminazione.
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Le CURIOSITÀ sull'argomento
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Curiosità sui pomodorini
Anticamente il pomodoro si chiamava “mela aurea”. Si trasformò durante il corso del tempo nella più immediata traduzione letterale: “ pomo d’oro” o più semplicemente “pomodoro”.
Ma tra tutti, ricordiamo il “pomme d'amour”, dalla Francia dove si riteneva avesse poteri afrodisiaci. Infatti il pomodoro divenne ingrediente principe di numerose pozioni ed intrugli magici, con (ipotetici) effetti sulla passione.
Le piante di pomodori furono importate in Europa verso la metà del XVI secolo, furono inizialmente utilizzate solo come piante ornamentali. La loro commestibilità fu riconosciuta solo a partire dal Settecento.
Gli usi alimentari del pomodoro sono tanti; quello più noto è forse rappresentato dalla passata, un' ”invenzione” italiana risalente al XVIII secolo che consiste nel conservare in recipienti di vetro i pomodori cotti, schiacciati e filtrati al setaccio. Il primo stabilimento industriale per la loro conservazione risale invece al 1875, sorse a Torino ad opera di Francesco Cirio, pioniere del settore.
Sono circa 4mila le varietà di pomodoro esistenti, che in base alla destinazione d'uso vengono catalogate in quattro grandi famiglie: da tavola, da pelati e salsa, da far seccare, da succo o concentrato.

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Curiosità sulla mozzarella
Mozzarelle e ricotte, o almeno i loro antesignani, sono vecchi di 7.500 anni i nostri progenitori, in pieno neolitico, avevano infatti sviluppato tecnologie e competenze utili a separare la parte grassa del latte e trasformarla in formaggio.
La mozzarella deve il suo nome all'atto della mozzatura, che avviene quando il casaro trancia un pezzo di pasta filata formando una mozzarella.

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Nella "Terra dei Fuochi" su un totale di 1.076 km quadrati di terreni mappati in 57 comuni, le aree ritenute sospette rappresentano soltanto il 2%, per un totale di 21,5 km quadrati. Il dato è contenuto nell'indagine compiuta dal ministero delle Politiche agricole in seguito all'approvazione del Dl 136/2013 per fronteggiare l'emergenza ambientale in questa data zona della Campania.